© Edoardo De Carli; Fonte: http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=15269
I GRANDI FIGLI DI NOSTRA TERRA EVOCANDO
GIUSEPPE GIGLI
LANCIÒ NEI SECOLI FUTURI
LA SCINTILLA
AL CULTO DELLE GLORIE ANTICHE
E ALL ALA DEL VERSO GENIALE
AFFIDANDO L IMPETO DI ALTO E FORTE LIRISMO
DI NUOVO FULGIDO LAURO
CINSE LA FRONTE LUMINOSA
DELLA MUSA PATRIA
A QUESTE PARETI
CHE VIDERO SCHIUDERSI ALLA LUCE LE SUE GAIE PUPILLE
E ISPIRARONO AL SUO ANIMO GENTILE
LARGHI FIOTTI DI VERA POESIA
LE NUOVE GENERAZIONI
VOLGENDO RIVERENTI L’ANIMO MEMORE E GRATO
ESALTINO IN LUI
IL CITTADINO IL POETA IL DOCENTE
E APPRENDANO AD ALTAMENTE ONORARE
GL ILLUSTRI FIGLI DI NOSTRA STIRPE
L GUAGGI LECCE
Opera dello scultore Luigi Guacci, la lapide a Giuseppe Gigli fa rivivere nel bronzo le sembianze di uno degli «illustri figli» di Manduria: il volto di questo professore di Lettere italiane si staglia entro un medaglione rettangolare, a centina ribassata, delimitato ai lati da fasce fogliate in marmo – di quercia a destra e di lauro a sinistra. L’iscrizione – dettata da Giovanni Stano, professore di Lettere greche e latine al Liceo Ginnasio di Taranto – ricorda che Gigli, autore di uno studio sugli Scrittori manduriani, diede lustro ai «grandi figli» di quella terra evocandoli «dal cumulo delle memorie patrie». Nell’epigrafe leggiamo anche che le pareti della casa dove egli schiuse «alla luce le sue gaie pupille», poichè ne serbano il ricordo nel bronzo e nel marmo, esorteranno «le nuove generazioni» a celebrare in lui «il cittadino, il poeta, il docente». Il giorno dello scoprimento della lapide – il 5 ottobre 1924, tre anni dopo la morte di Gigli – il già menzionato prof. Stano ne tratteggiò la figura al Teatro Paisiello di Manduria.
Commemorato
Giuseppe Gigli nacque a Manduria il 14 aprile 1862. Espulso dal Collegio Giuseppe Palmieri di Lecce, proseguì gli studi in privato. Ancora giovane, si mostrò versatile al verseggio. Nel 1889, grazie al prestigio che gli valse una monografia sugli Scrittori manduriani data alle stampe l'anno prima, ottenne l’abilitazione ministeriale all’insegnamento delle Lettere italiane nei licei del Regno. Con la pubblicazione di un saggio sulle Superstizioni, pregiudizi, credenze e fiabe popolari in Terra d’Otranto, avvenuta nel 1889, si affermò come studioso di folklore salentino. Intraprese la carriera di insegnante al Liceo di Lecce; poi iniziarono le peregrinazioni didattiche per i licei d’Italia: da Conversano a Caltagirone e Caltanissetta, da Potenza a Cesena, da Voghera a Livorno. E nella città labronica Gigli morì il 7 novembre 1921.
- P. Coco, Giuseppe Gigli. Profilo, Taranto, Tip. Pappacena, 1924
Fonti
- P. Coco, Giuseppe Gigli. Profilo, Taranto, Tip. Pappacena, 1924
- La commemorazione dell'illustre letterato..., «Fede. Rivista quindicinale d’arte e cultura», a. II, n. 18-19, 20 ottobre 1924, pp. 261-262
- R. Foà, Alcune note su Giuseppe Gigli, poeta di Manduria (Lettera all’avv. Giovanni Schiavoni, Commissario del Comune di Manduria, inaugurandosi il 5 ottobre 1924 in Manduria la lapide nella casa dove il poeta nacque), Casale Monferrato, Stab. Arti Grafiche già Fratelli Torelli, 1925